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Lunedì 10 Luglio 2017

Alsazia e Mosella - Territori e stili del Riesling... e non solo!

MERCOLEDI 31 MAGGIO : ALSAZIA E MOSELLA CI ASPETTANO

ore 6:00          Partenza dal centro commerciale Coop Ponte a Greve (lato OPS Caffè) come da tradizione

Oramai il nostro punto di partenza per ogni gita e questa volta non è una gita ma LA GITA. Una ventina di baldi sommelier alla scoperta di due grandi zone conosciute per i vini bianchi.

In un colpo solo ALSAZIA e MOSELLA, due zone vitivinicole di assoluta eccellenza, il regno del Riesling ma non solo, i classici due stili a confronto che vengono spiegati a tutti i corsi per sommelier e che finalmente toccheremo con mano, molto a fondo.

Ma prima dei bagordi un po’ di dati utili alla comprensione della regione. L’Alsazia è la regione vinicola più orientale della Francia, terra di grandi vini bianchi, uve tedesche vinificate alla francese. Una lingua di terra lunga e stretta che va da Strasburgo a Mulhouse lungo il corso del Reno. Una lingua di terra che fa del suo centro appunto la città di Colmar, arricchita dai fantastici paesini dei dintorni dove visiteremo le nostre cantine.

Una posizione geografica favorevole che a dispetto della latitudine elevata si dimostra ottimale per la viticultura così protetta da piogge e venti freddi a ovest dai monti Vosgi che operano da naturale barriera alle intemperie e a est dalla Foresta Nera germanica. Terreni variegati, eterogenei dove tra i vari Grand Cru si alternano argilla, calcare, roccia vulcanica, granito, sabbia. Un ventaglio completo di possibilità che caratterizzano in modo inequivocabile i vini di questa zona.

I vini appunto, frutto della produzione da “uve nobili”, vini tipicamente secchi (alla francese).

L'Alsazia vinicola è divisa in due sotto-distretti, il Bas-Rhin (Basso reno a nord) e l’ Haut-Rhin (Alto Reno a sud).

AOC dal 1962 (Alsace AOC) nelle 3 sottocategorie: AOC Alsace, AOC Crémant d'Alsace (la versione spumantizzata) e AOC Alsace Grands Crus.

Il disciplinare prevede che un vino alsaziano possa essere classificato come Grand Cru solo se viene prodotto interamente in una delle 51 aree previste come Grand Cru e con uno dei 4 vitigni autorizzati in purezza, i cosiddetti vitigni nobili, Riesling, Gewurztraminer, Pinot grigio e Muscat. Devono essere dichiarati in etichetta l'annata, il tipo di vitigno e la zona di produzione.

Sono previste anche delle eccezioni, la VT, vendange tardive (la vendemmia tardiva) e la SGN, sélection de grains nobles (la versione passita e muffata, attaccata da botrite).

Pinot Bianco, Sylvaner e un po di Pinot Nero completano la gamma dei vitigni di cui questa regione è ricca come nessun’altra in Francia.

La sera stanchi ma felici approfittiamo per visitare l’affascinante Colmar, ricca di viuzze da esplorare e piccoli locali e per una cena all’aperto in un bellissimo cortile interno. Non siamo neppure arrivati che i vitigni nobili in tutte le loro coniugazioni iniziano a scorrere nei nostri bicchieri accompagnando piatti tipici a base di maiale.

GIOVEDI 1 GIUGNO

Inizia l’avventura e già comprendere i listini delle aziende super articolati non sarà banale. Si incrociano vitigni, terreni, tipologie di vino. Vini da meno di 10 euro a diverse decine di euro a bottiglia, tutti tassativamente nella tipica Alsaziana. E come non avrebbe potuto essere così!

Ore 9:00

Domaine Zind Humbrecht, Turckheim , regime biodinamico con uso della solforosa ridotto al minimo, pressoché escluso dalle produzioni di qualità. Basse rese per ettaro e maturazioni portate al limite estremo. 40 ettari di proprietà su terreni scoscesi, 100 parcelle diverse. Pinot Grigio e l’immancabile Riesling nei territori di eccellenza di cui un Monopole, il Clos Saint Urbain au Rangen de Thann.
Otto vini in degustazione per iniziare alla grande la giornata, tutti di livello altissimo, dai profumi freschi dell’Ottonel del Muscat Goldert Grand Cru, all’eleganza del Riesling Brand Grand Cru che nasce sul granito. Dalla mineralità vulcanica del riesling del Monopole alla complessità di fiori e insolite note di semi di zucca del pinot gris della stessa zona. Avanti in un crescendo di freschezze e mineralità, di aromi tipici fino alle dolcezze di una splendida vendemmia tardiva di Pinot grigio del calcareo Clos Windsbuhl.

Ore 11:30

Domaines Schlumberger, Guebwiller, una bella cattedrale in arenaria rossa all’ombra della cima più alta dei Vosgi, unico paese a vantare ben 4 Grand Cru, Kitterlé, Kessler, Saering e Spiegel su cui questa azienda coltiva le proprie vigne. 140 ettari di vigna, 70 a Grand cru, 30 in regime biodinamico sono le credenziali dell’azienda, francese a tutti gli effetti ma dal nome tedesco. Incroci di vita e stili.
Cinque i vini in degustazione, due Riesling dove si spazia dalla semplice beva de Les Princes Abbés alle note minerali e fresche dell’esplosivo Grand Cru Kitterlé, due Pino Gris che continuano a farmi innamorare, pere croccanti per la versione di ingresso che diventano intese e mature nel Grand cru Spiegel. La VT di Gewurztraminer Cuvee Christine è quanto di più alsaziano nello stile ci si possa immaginare.

Ore 14:30

Domaine Weinbach, Kaysersberg un delizioso paesino ricco di fascino, di pittoresche case a graticcio e di negozietti caratteristici. 30 ettari vitati in regime biodinamico tanto per cambiare. Un Close significativo, cuore dell’azienda Clos des Capucins, 5 ettari recintati di sabbie, ghiaia e ciottoli. Anche in questo caso origini antiche, attorno al 1600 come del resto un po’ tutta la zona che stiamo visitando. Purtroppo l’accoglienza non è delle migliori, giusto un’impiegata ad accoglierci dicendo che lei non è certo esperta di vini ma ci avrebbe fatto fare la degustazione. non ci facciamo certo scoraggiare per così poco anche se in effetti è davvero un peccato.
Sei i vini in degustazione serviti senza cuore, da un Pinot bianco semplice e profumato, alla cuvee Theo, riesling abbastanza semplice che se la gioca molto sulla facilità di beva. La cuvée Colette porta con se aromi di crosta di formaggio, idrocarburi in evoluzione, mentre il Grand cru Schlossberg di dimostra ancora ben riconoscibile per la spinta mineralità che conferisce ai suoi vini. E’ la volta del pinot grigio con la cuvee Sainte Catherine dove pera e ananas diventano sciroppati per finire con l’immancabile Gewurztraminer Altenbourg questa volta in versione elegante aperitivo per portate esotiche.

Ore 16:30

Sipp Mack, Hunawihr , il villaggio delle cicogne, terreni particolarmente vocati tra cui il meraviglioso Grand Cru Rosacker. Un doppio nome, Sipp e Mack, a evidenza di uno dei tanti matrimoni che portano a fare eccellenze di vino i Francia. 22 ettari essenzialmente su terreni calcarei, certificati organici dal 2012. Due i Grand Cru, Rosacker e Osterberg.
Decima generazione quella che ci accoglie e ci omaggia di una verticale di quattro annate del Riesling del Grand Cru Rosacker. 2015 prorompente nel frutto, nella mineralità e nella freschezza, 2014 dove spiccano note vegetali elegantemente balsamiche, incredibilmente acuta a tagliente la 2013 dove lime e pompelmo fanno la parte del leone per arrivare alla 2012 dove equilibrio e idrocarburi fanno la loro parte in maniera ineccepibile.
Bella esperienza per comprendere annate diverse ed evoluzione di uno stesso territorio

VENERDÌ 2 GIUGNO

Ore 9:00

Domaine Gresser, Andlau, a metà strada tra Colmar e Strasburgo, diversi secoli di storia a partire dal 1520, 10 ettari e mezzo di vigna, tre grand cru Kastelberg, Wiebelsberg e Moenchberg, nell’ ordine scisti, arenaria e calcare. Vita e culture dediti al biodinamico.
Ben undici, si avete letto bene 11, i vini in degustazione presentati come fossero suoi figli in un sessuguirsi di storia, aneddoti, cultura, geologia e clima. Una lezione completa e ben dettagliata sull’Alsazia.
Per la prima volta incontriamo il Sylvaner (ci stiamo avvicinando alla Germania d'altronde) che insieme ad un Riesling compongono la coppia semplice di ingresso non certo disdicevole, dalle sabbie del paese. Si sale immediatamente con due Gran Cru di Riesling, Moenchberg su terreni calcarei fossili che regalano al vino idrocarburi e mineralità già in giovane età (2013) e le vecchie vigne di Wiebelsberg 2001, arenarie rosa dei Vosgi, con frutto maturo, sapido e pirico immerso nel più tipico idrocarburo. Stesso territorio ma Pinot grigio 2011 dove il frutto tipico diventa piccante e persistente, leggermente abboccato, un elegante mostarda di pere. Arriviamo sulle argille di Duttenberg con un Gewurztraminer 2009 intenso, dolce, ricco di frutta secca. Wiebelsberg ci dona altre sorprese con un Riesling VT 1999 che dispone ancora di una freschezza infinita. Gli scisti di Kastelberg ancora con VT 2000 di riesling elegante e un po più maturo del precedente. Duttenberg e le sue argille chiudono la serie delle VT tardive e ci portano nel paradiso delle SGN (selection de grains nobles) e del Gewurztraminer strutturato, opulento, mieloso ma con una spina dorsale acida che li sostiene magistralmente. Chiudiamo esausti ma felici tornando a Kastelberg con un SGN del 2006 questa volta da riesling…. e partono gli applausi. Abbiamo praticamente svaligiato la cantina di ogni ben di dio visto oltretutto la grande disponibilità di meravigliose annate vecchie.

Tarda mattinata trasferimento in Mosella

Ore 15:00

Classisches Weingut Hoffranzen, Mehring piccolo paesino di strada per arrivare a Bernkastel. Avevo conosciuto la proprietaria, Carolin, a Merano e ci aveva colpito per la gentilezza e la passione che dimostrava, per l’entusiasmo con cui presentava i suoi vini. Il suo Riesling che nasce sui classici terreni di scisti neri, di ardesia da cui trae la forza e il calore per maturare in una zona che altrimenti sarebbe difficilissima da coltivare. Sette i vini in degustazione e sarà la prima volta che acquisto tutti i vini che ci hanno presentato. Rapporto qualità prezzo sbalorditivo, in tutte le versioni, di tutte le dolcezze. Trocken, Spatlese trocken, Erste Lage, Feinherb fino a un auslese del 2001 da ben 12 euro a bottiglia, si avete letto bene, 12 euro ! Inebriati e felici è qui che finalmente iniziamo a capire il sistema QmP tedesco e a capire che tutto quello che sapevamo non era chiaro e non è neppure l’unico modo di classificare il Riesling.

Un breve ripasso: il primo gruppo del Qmp sono i Kabinett che si leggenda comune dice che siano secchi per definizione, ma non è vero, possono avere residui zuccherini fino a 60g/l, l’indicazione Trocken (secco) non è obbligatoria e quindi ci si orienta leggendo il grado alcolico, più è basso e più zucchero residuo abbiamo. Più facile con Spatlese e Auslese dove l’indicazione Trocken è obbligatoria e quindi se vogliamo una di queste due delizie aromatiche in versione secca non abbiamo che da leggere l’etichetta. Più facile con i BA beerenauslese e i TBA trockenbeerenauslese, dolci, se non fosse per quel trocken nel nome che frega…..maledetti. in questo caso chi è secco è l’uva, non il vino. Uva appassita e colpita da muffa nobile. Non vi tedio oltre ma sappiate che esiste una classificazione non legale ma molto diffusa di un gruppo di circa 200 tra le migliori aziende produttrici di vino in Germania che si ispirano al modello classico francese delle AOC regionali, dei village, dei 1er cru e dei grand cru, mettendo al centro dell’interesse il vigneto. Si chiama VDP e esiste un sito anche in italiano che spiega benissimo la questione.
Dimenticavo… come se non bastasse ognuno dei produttori adotta scale personali di livello della dolcezza espresse in stelle, numeri, e altre amenità del genere. Riuscire a capire qualcosa è pressoché un’avventura e quindi affidiamoci anche al nostro gusto e divertiamoci a capire.

Dopo due grandi cantine così ci meritiamo un giusto riposo e una bella cena, arrivo a Bernkastel il cuore pulsante della Mosella.

SABATO 3 GIUGNO

(il gotha del riesling ci aspetta, e non ci faremo aspettare)

Ore 8:30

Weingut S. A. Prüm, Bernkastel Kues direttamente sulle rive della Mosella in un paesaggio da fiaba con colline scure di ardesia a picco sul fiume. Il primo impatto ti lascia a bocca aperta e rimarrai così fino alla fine. Qui si produce vino fino da 1156, probabilmente non come adesso, ma questa grande cultura si respira nell’aria. Stirpi di Prum invadono la zona e producono fiumi di ottimo Riesling, Raimund Prüm è il titolare attuale dell’azienda. Primo VDP di una lunga serie e l’aquilotto teutonico campeggia in bella vista sull’ingresso dell’azienda. Quasi una loggia, a difesa della loro qualità. Nella storica cantina riposano le classiche botti di rovere che qui prendono il nome di Fuder. Nessun vino sarà mai marcato dal legno che invece permetterà un’attenta microossigenazione. 13 ettari di proprietà nelle migliori zone della Mosella centrale di cui iniziamo a identificare i nomi che poi troveremo lungo le strade, direttamente in vigna, scritti a caratteri cubitali un puro stile hollywoodiano. Sonnenhur, Bernkastel Lay, Dompropst,…
Otto i vini in degustazione tra cui un elegantissimo Kabinett Trocken 2009 da Sonnenuhr e un suo compagno di zona in versione “Alte Reben” del 2012 che si distingue per ampiezza aromatica che arriva fino a delicatissime note ossidative di lieviti e orzo che ricordano per certi versi alcuni chardonnay di riserva per le produzioni di champagne. Chiude la batteria di questo “cru” un spatlese del 2009 con 88g/l di zucchero impercettibili da tanta freschezza e mineralità. Goduria allo stato puro per gli amanti del Riesling.

Ore 11:00

Weingut Markus Molitor, Wehlener Klosterberg 200 ettari in 15 zone diverse usa il colore della capsula per identificare le famiglie, bianca per i vini secchi, verde per i semi secchi e oro per i dolci. Ardesie e calcare che donano spiccata mineralità ai vini. Sonnenuhr, Klosterberg, Bernkasteler Lay, Treppchen e via avanti fino alla Saar. Una massima tradotta dal suo sito recita: "80% di pendenza - 94% Riesling - 100% passione". Tra i migliori riesling spatlese dolci assaggiati in tutto il viaggio. Ancora otto i vini in degustazione, cinque secchi, un semi secco e due dolci di cui un Kabinett (quando avrete finito di leggere vi sarete persi completamente tra le anse della Mosella) Note croccanti, minerali, talvolta gessose. Riesling che vanno dritti in bocca e giù fino allo stomaco, che lasciano la bocca pietrosa e piacevolmente persistenti nelle versioni più dolci. Ancora una volta Sonnenuhr mi sorprende per mineralità e mi lascio coccolare dalle note “appassite” e leggermente tostate di un meraviglioso Auslese 2009 dal cru Klosterberg.

Ore 14:00

Weingut Dr. Loosen, Bernkastel Kues su e giù per le anse della Mosella incontriamo questo nome simbolo della zona. Sala per le degustazioni nuova di pacca, praticamente la rinnoviamo noi, in un ambiente a volte con capitelli scolpiti, ognuno diversamente in una simbologia ricollocabile alla cantina. Ci attende con un motto : “beautifull pass but hectars remain” di germanico rigore. Si torna a parlare di GG, di Dry wine e di ardesie di tutti i colori, rosse, blu, grigie e di terreni vulcanici, quelli del Wurzgarten, il giardino delle spezie. Conoscevo questa cantina e l’apprezzavo per i suoi Riesling diretti, sparati come una spada giù per la gola, dove sapidità e mineralità la fanno da padrona sostenendo magistralmente complessità aromatiche crescenti. Otto sono i vini, ciascuno accompagnato da spiegazione e foto si vigneto e terreno per dare ancora più forza al racconto. Graacher Domprobst col suo frutto evidente e le note boisè, L’estrema eleganza delle ardesie rosse di Erdener Treppchen e ancora di nuovo la pulizia di Bernkasteler Lay e l’immancabile complessità di Sonnonuhr. Oramai si va a memoria e abbiamo imparato a comprendere esattamente come ognuno dei terreni di questi vigneti marchino in maniera riconoscibile il vino. Dimenticavo…un nuovo concetto si fa strada nel VDP, ma un concetto personale, non riconosciuto dal gruppo: GG+Reserve = Grosses Gewächs che affinano 24 mesi su fecce fini nei Fuder. Chi l’avrà vinta ? Dr. Loosen o il VDP ? Dimenticavo…i GG sono sempre secchi, trocken. Qui ognuno fa quello che vuole, ma che importa. Dio li abbia in gloria !

Ore 16:30

Weingüter Mönchhof - Urzig ultima azienda, sembra una reggia, moderna ma imponente. Tre zone di eccellenza e tre terreni diversi tanto per cambiare. Urzig Wurzgarten e le sue spezie su terreni rossi, Erden Treppchen con le ardesie blu e i terreni del prelato con le sue meravigliose etichette e gli scisti grigi, Erden Pralat. Immaginate che tutto il Pralat è 1,2 ettari e questa azienda ne possiede una parcella di 0,3ha, sembra di essere in Borgogna. E ritornano diverse nomenclature di dolcezza, trocken, halb-trocken, fineherb e fruttig rispettivamente dal più secco al più dolce. Sono stili evidentemente, riportati al gusto del produttore. Sono 4 i vini in degustazione tutti molto morbidi, eleganti, meno diretti ed espliciti, leggermente diversi da tutti i precedenti ma non per questo meno piacevoli.
Cena presso il ristorante Schützenhaus, finale grandioso, con un po’ di pioggia ma di fronte ad un panorama mozzafiato di una Bernkastel illuminata al tramonto. L’arrampicata a piedi su per queste pendenze per arrivare al ristorante è stata ampiamente ripagata da questa immagine che rimarrà per sempre indelebile.

DOMENICA 4 GIUGNO

ore 6:30 Partenza per Firenze

Come sempre si parte presto e si arriva tardi, questa volta molto tardi visto la grande distanza e le innumerevoli code di rientro dal weekend ma nessuno si lamenta. C’è chi dorme, chi rivede nei racconti la gita, chi cerca di studiare le ultime cose in vista degli imminenti esami da Sommelier. La stiva è piena di oro liquido e la testa di meravigliose immagine. Un grazie al gruppo che organizza queste gite è d’obbligo, Donatella, Monica, Nadia e il preparatissimo Marco che ci allietava le tappe intermedie con i racconti sui territori e sulle cantine successive. Davvero una gita di altissimo livello, da GGR come direbbe il Dr. Loosen!

 

 

Aldo Mussio

Wine Lover and Champagne addicted. Da tutta la vita si destreggia e sopravvive tra hardware e software di tutte le specie, che sono poi la sua vita imprenditoriale. Ha trovato rifugio nel mondo del vino in tutte le sue declinazioni ludiche e si distrae in vari ambienti “social”.

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Altri contributi: Impaginazione a cura di Marco Sangiorgi

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