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Lunedì 31 Luglio 2017

Una verticale dell'Ottanta

L’occasione è quella di trascorrere una serata in compagnia in compagnia dei nostri amici in comune che ogni anno vengono a trovarci dagli States. E’ così che in una bellissima serata di inizio estate sono stato invitato con la mia famiglia da Elena e Luca di Podere Campriano a Greve in Chianti.

A proposito di Podere Campriano

Podere Campriano è una piccolissima realtà vitivinicola costituita da una manciata di ettari vitati, una parte attorno all’agriturismo situato sulle propaggini Est del paese e un’altra parte sulla collina di Montefioralle. La famiglia Lapini produce vino da diverse generazioni ma è stato il padre di Elena, Valerio, a dare una svolta qualitativa in termini di produzione a partire dal finire degli anni ottanta.

Tutta la produzione è biologica certificata e interamente rappresentata dal Sangiovese dal quale producono tre etichette: il Chianti Classico, Il Chianti Classico Riserva, e l’Ottanta (Alta Valle della Greve IGT) ognuno da uno specifico vigneto. Ricordo ancora le parole di Valerio, che purtroppo è venuto a mancare recentemente, la prima volta che assaggiai i suoi vini: “La nostra produzione vuol dimostrare come da tre campi diversi, coltivati con uno stesso vitigno, Il Sangiovese appunto, e un medesimo metodo di vinificazione si possa dare origine a identità molto diverse tra loro.

Non potrei trovare migliori parole delle sue per descrivere quelle bottiglie che oggi rappresentano l'eredità di Valerio portata avanti con dovizia e passione da Elena e suo marito Luca.


Il tramonto sul primo filare del vigneto dell'Ottanta

La cena è iniziata con degli affettati di produzione artigianale, accompagnati da un ottimo Prosecco Conegliano Valdobbiadene (sì, perché Luca è di origini venete!). Le numerose portate successive invece hanno avuto il supporto, come abbinamento, dell’Ottanta proposto attraverso una verticale di ben 6 annate.

L’Ottanta è un vino prodotto in quantità molto limitata, circa 1000 bottiglie ogni anno ed è il frutto della miglior vigna di Sangiovese dal vigneto più vecchio (piantato dal nonno Nello appunto nel 1980) che si sviluppa sopra l’agriturismo, nella parte più alta orientata ad Ovest

Veniamo agli assaggi.

Ottanta 2013
Al naso un’evidente nota di frutta sotto spirito lascia intendere ancora la giovane esuberanza di quest’annata, a seguire una progressione di spezie, principalmente pepe e altri terziari al momento appena accennati. Un sorso molto lungo e decisamente vibrante si chiude con un tannino forse ancora appena scomposto. Un bel potenziale per un’annata ancora giovane.

Ottanta 2012
Una gamma aromatica molto evoluta caratterizza questa annata: humus e sottobosco con note di tabacco dolce. Un sorso largo ed un tannino molto vellutato lasciano spazio a un fin di bocca persistente con un ritorno leggermente balsamico. Figlio di un’annata caldissima è un vino maturo, da non lasciare troppo in cantina.

Ottanta 2011
Al naso è molto austero e profondo, ancora introverso. In bocca è ancora teso e decisamente persistente. Ancora complicato, da tenere in cantina e riaprire tra qualche anno dove sono sicuro che regalerà emozioni notevoli.

Ottanta 2010
Balsamico, profondo con delle sensazioni di estrema freschezza e con un accenno di piccoli frutti rossi. “Pinotteggia” direbbe qualcuno. Tannino impeccabile. Un vino superbo per un’annata di rara qualità.

Ottanta 2009
Una gradevole evoluzione degli aromi che virano su un terziario evoluto ma non stanco che chiudono con una sensazione di tabacco da pipa dolce. Sorso pieno e avvolgente sostenuto da un’acidità assolutamente non in difetto a discapito dell’annata calda. E’ il suo momento, da bere!

Ottanta 2004
Un intrigante ricordo di sottobosco avvolge il naso, profumi precisi e puliti. In bocca veniamo catturati da un tannino ancora incisivo ma avvolgente per una beva non lunghissima ma molto interessante. Un tredicenne adulto con un passato ricco di esperienze ed emozioni.

Uno specchio fedele delle annate sul territorio

La degustazione, culminata con l’assaggio della 2004 superbamente abbinata all’arrosto cotto nel forno al legna, si è rivelata uno specchio fedele delle condizioni climatiche della zona degli ultimi 15 anni, ogni annata si distingueva per carattere, evoluzione e ognuna aveva una precisa identità e una diversa storia da raccontare.

Ancora oggi a distanza di qualche settimana è impresso vivo il ricordo della serata, il vino protagonista assieme alla fantastica cucina di Elena e Luca e a quella che ovviamente era un’ottima compagnia di amici.

Lorenzo Sieni

Da sempre appassionato di vino anche se ci capisce il giusto, motivo per cui è sempre stato relegato a ruoli amministrativi anzichè tecnici. Imprenditore nel campo delle nuove tecnologie, ma nel finesettimana si destreggia tra vigna e cantina nella piccola azienda di famiglia.

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Altri contributi: Contibuto fotografico di Brent Trostle

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