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Lunedì 2 Ottobre 2017

Montefioralle Divino 2017 : Degustazione Orizzontale Chianti Classico Riserva 2011

"Parallelamente al normale svolgimento della manifestazione, Domenica 24 alle ore 11:00, sarà organizzata una degustazione speciale a numero chiuso.
I produttori interverranno raccontando l'annata e i loro vini moderati da Davide Bonucci, presidente Enoclub Siena, che introdurrà la degustazione."

Così recitava locandina su web.....e mica potevo mancare !

Poi Montefioralle è un posto incantato, di tanti secoli fa, e passarci del tempo ha sempre il suo fascino, figuriamoci poi con una bella orizzontale dei viticoltori di questa piccola zona del Chianti Classico.

La necessità di trovare una propria identità riconoscibile è forte e le associazioni delle zone sempre più spesso organizzano manifestazioni e degustazioni che possano dare un'impronta al loro lavoro.
E' sempre un piacere partecipare perchè oltre al buon vino queste manifestazioni sono sempre ricche di informazioni utili per gli appassionati per riuscire a delineare bene territori e caratteristiche organolettiche dei vini.

La degustazione è moderata da un grande esperto del Chianti Classico, Davide Bonucci, e vede la partecipazione attiva di tutte le aziende dell'associazione che hanno messo a disposizione gratuitamente la loro Riserva 2011, salvo una sola eccezione con la Riserva 2009 e un 2011 non riserva.

10 aziende, 10 vini, una platea stracolma e due bravi sommelier di servizio che devono districarsi tra tavoli, persone e tantissimi bicchieri.

La 2011 è stata un'annata calda da queste parti, per certi versi simile all'annata attuale dove si raggiunsero presto le maturazioni e in alcuni casi si dovette anticipare le vendemmie. Un'annata che porta con sé un filo conduttore che ritroveremo in tutto il percorso gustativo, la piccantezza del pepe nero profumato e piacevoli note di tabacco dolce oltre alla piacevole costante di tannini setosi e della mineralità del territorio.

La degustazione parte con un'ampia descrizione del territorio e delle peculiarità che lo rendono unico e riconoscibile per addentrarsi poi nell'analisi delle aziende e del loro vino.


Si parte col Castello da Verrazzano Riserva 2011, di buona apertura al naso con un buon floreale, la tipica ciliegia, il pepe nero, una viva freschezza e tannini ancora giovani nonostante i 6 anni che dovrebbero avvicinarlo alla maturità.

Segue la Riserva 2011 di Villa Calcinaia, più timida al naso, austera in bocca pur mantenendo le note classiche del sangiovese di questa zona. Non si aprirà mai completamente nel mio calice anche se ho avuto modo di sentire un calice diverso dove invece il vino si esprimeva più apertamente. A volte bottiglie diverse si mostrano con diverse sfaccettature, niente di male.

E arriva il primo dei vini che mi hanno piacevolmente colpito, Riserva 2011 dell'azienda Viticcio, più scuro degli altri, grande estrazione, spinge forte sul frutto, sulla ciliegia arricchita da note balsamiche eleganti. Spezie, tabacco, tannini di trama finissima e corpo consistente. Vino ricco di materia viva, a supporto e conseguenza del fatto che questa azienda non filtra. La biodinamica fa parte del loro operato anche se non certificata.

San Cresci Riserva 2011, interessanti note floreali che si spingono fino agli aromi della cipria. una piccola parte di Cabernet Franc nell'uvaggio esalta la parte vegetale del sorso, buon equilibrio e ottimi tannini.

Poggioriccioli Riserva 2009, terreni ricchi di arenaria, parte abbastanza chiuso, con una leggera riduzione che perderà subito. Spezie e note di tabacco, di vaniglia, boisé sono la base importante del patrimonio olfattivo di questo vino caratterizzato dalla grande estrazione di un'annata diversa.

Il vino forse più gustoso dell'intera batteria ce lo offre Maurizio Brogioni con la sua Riserva 2011. Molti i commenti favorevoli sentiti fra i tanti appassionati. Qui il floreale, la viola, è inconfondibile così pure come il classico gusto di ciliegia e la pungenza degli aromi del pepe nero. E più starà nel bicchiere e più si aprirà gioioso.

Montefioralle Riserva 2011, un'azienda che per amicizia conosco bene e di cui ho avuto modo di assaggiare tante annate e realizzazioni diverse. Purtroppo il vino deve aver raggiunto la sua maturità un po troppo presto e si è seduto sulle note varietali di fiori e frutta lasciando spazio agli aromi del legno che normalmente non appartengo a questa azienda. Apprezzabile comunque l'onestà intellettuale del proprietario durante la presentazione del vino.

Podere Campriano Riserva 2011, "nonno biologico senza saperlo" è stata una delle più belle espressioni sentite durante la manifestazione. Il vino ha una spiccata intensità sia al naso che in bocca e il sorso si sorregge su freschezza e sapidità bene nonostante la tannicità più viva rispetto ad altri.

Altiero Riserva 2011, altro bel calice, altro vino dove il pepe nero è ben presente e si fa riconoscere e si amalgama bene tra note di ciliegie mature. Nel finale, dopo aver arieggiato un po nel bicchiere, ci concede un'elegante nota di mammola. 20 mesi in legno lavorano magistralmente la parte tannica rendendo un vino di buona armonia.

Siamo arrivati alla fine, Terre di Baccio 2011, il vino non Riserva della batteria. Parte con una leggerissima nota che sembra quasi animale ma che si attenua immediatamente fino a perdersi, forse la grande speziatura, forse una leggera volatile, forse semplicemente la voglia di prendere aria e di distendersi cullato dall'ossigeno. Qui il tabacco è tostato, la spezia nera un po più dolce, la vaniglia ben integrata col frutto e una nota balsamica un po cupa di alloro.

La degustazione è passata velocemente e il buon gusto del Sangiovese ci rimane in bocca e ci accompagnerà ancora fino a pranzo in trattoria all'interno del borgo medioevale.

Sicuramente lo scopo è stato raggiunto e credo che chiunque abbia capito quali sono le note distintive di questa zona a partire dalle speziature, alla qualità dei tannini, alla grande mineralità che facilita la beva.
Non restano quindi che i ringraziamenti per la bella opportunità che ci hanno offerto gratuitamente e un arrivederci all'edizione 2018.

 

Aldo Mussio

Wine Lover and Champagne addicted. Da tutta la vita si destreggia e sopravvive tra hardware e software di tutte le specie, che sono poi la sua vita imprenditoriale. Ha trovato rifugio nel mondo del vino in tutte le sue declinazioni ludiche e si distrae in vari ambienti “social”.

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